Singapore, Verstappen rompe il tabù. Ferrari a metà

Verstappen vince finalmente a Singapore alla decima tentata, davanti a Leclerc e Antonelli. Hamilton affonda per una scommessa strategica tutta sua.

Dieci tentativi. Zero vittorie. Singapore era l’unica macchia sul curriculum di Max Verstappen tra le piste storiche del calendario — e domenica notte a Marina Bay il conto è stato finalmente saldato. Il pilota Red Bull ha dominato dall’inizio alla fine, lasciando a Leclerc e Antonelli le briciole di un podio che racconta comunque molto di questo mondiale.

La gara si decide quasi subito: alla partenza Verstappen taglia la strada a Leclerc con una mossa aggressiva e si mette in testa. Da lì in avanti è gestione pura. Il ferrarista prova a tenergli il passo nel primo stint, ma quando arriva il momento delle soste il vantaggio olandese è già abbastanza solido da non essere intaccato. Verstappen vince senza affanni, quinto Driver of the Day consecutivo, e dedica il successo al suo ingegnere di pista Gianpiero Lambiase — che sta per lasciare il muretto Red Bull — con tanto di battute sui messaggi in codice via radio, visto che per buona parte della gara il sistema radio non funzionava a dovere.

La Ferrari? Leclerc porta a casa un secondo posto di sostanza, frutto di una gara pulita e di una gestione gomme corretta. Il vero dramma si consuma dall’altra parte del box. Hamilton parte terzo, si ferma presto per passare alle soft, risale in zona podio e a quel punto sembra tutto in discesa. Poi arriva la Virtual Safety Car al giro 39: il team chiama entrambi i piloti ai box per un doppio stack. Leclerc entra, Hamilton no — prima manca l’imbocco della pit lane, poi decide di restare fuori e tentare la monoposto fino in fondo. Scelta sua, lo ha ammesso senza giri di parole dopo la gara: “Mi scuso, ho perso punti preziosi per la squadra.” Vasseur è stato altrettanto diretto: errore, avrebbero finito secondo e terzo. Invece Hamilton scivola fino al sesto posto mentre le gomme si sgretolano, sorpassato da Antonelli, Norris e Piastri nel finale. Dopo la gara ha avuto bisogno delle cure del medico FIA e non si è presentato in zona mista.

Antonelli raccoglie il terzo posto quasi di sorpresa, approfittando del caos davanti a lui, e con 102 punti di vantaggio in classifica si presenta ad Austin con la prima occasione matematica per chiudere il mondiale. “Posso farlo? Davvero?” ha risposto quando gliel’hanno detto. Simpatico, ma il lavoro è ancora aperto.

In casa McLaren il weekend lascia l’amaro in bocca: Norris chiude quarto ma non è soddisfatto, e soprattutto deve fare i conti con le scuse da porgere a Piastri dopo averlo buttato fuori nello sprint del sabato con una manovra avventata all’ultimo giro. Il team ha già annunciato che ne parleranno internamente.

Russell invece risale dal fondo — penalità per cambio di componenti — fino al nono posto, raccogliendo quel che si poteva raccogliere in una serata complicata.

Il mondiale si muove: Verstappen sale in quarta posizione nel campionato piloti, Red Bull si avvicina a McLaren nella classifica costruttori. Il prossimo appuntamento è ad Austin, Circuit of The Americas, dove Antonelli potrebbe già alzare il trofeo. Ferrari spera di arrivare con qualche aggiornamento in più: Leclerc lo ha chiesto esplicitamente.

Foto: Liauzh — Wikimedia Commons, CC BY 4.0