9′, 22′, 27′, 50′: quattro gol, primo tempo quasi da manuale, e la Turchia ridotta a comparsa nel suo stesso stadio di Bursa. L’Italia di Mancini risponde nel modo migliore alla sconfitta con il Belgio: un netto 4-1 in Nations League che non lascia spazio a discussioni.
Il copione è scritto tutto nel primo tempo. Alessandro Bastoni sblocca la gara al 9′, Davide Frattesi raddoppia al 22′ — e sale a cinque reti in Nazionale, miglior marcatore azzurro nella competizione — poi al 27′ arriva il momento di Michael Kayode, esordiente assoluto, che segna alla prima in azzurro su un campo reso viscido dalla pioggia. Non male per un debutto. La Turchia di Montella prova a riaprirla a inizio ripresa con Yilmaz (47′), ma Pio Esposito chiude definitivamente i conti al 50′, regalandosi anche la soddisfazione di viverla in campo accanto al fratello Sebastiano, anch’egli all’esordio. Mancini resta con i piedi per terra — “la strada è ancora lunga” — e già avverte che la prossima sfida contro la Francia il 2 ottobre sarà un altro pianeta.
Perché la Francia di Zidane continua a fare sul serio. A Bruxelles, contro un Belgio che non ha demeritato, decide una magia di Michael Olise all’88’: entrato dalla panchina, parte dalla propria metà campo e scarica un siluro che non lascia scampo. Due partite, sei punti, e gli azzurri sono già avvisati.
Nel resto della giornata di Nations League: la Svezia batte la Polonia 3-1, la Bosnia travolge l’Irlanda del Nord 4-0 e il Montenegro espugna l’Armenia 3-2 in una gara tirata. Pari a reti inviolate tra Georgia e Ucraina e tra Lettonia e Cipro: non tutto fa notizia, ma qualcuno deve pur farlo.
Nota a margine che vale la pena citare: con i debutto di Kayode, Sebastiano Esposito e Ruggeri, salgono a 63 i giocatori lanciati da Mancini in azzurro tra il primo e il secondo ciclo. Una cifra che fa riflettere: costruzione paziente o giro di prove aperto? Voi cosa ne pensate?
Foto: Saggittarius A — Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0




