123 punti di vantaggio, 125 ancora disponibili. Kimi Antonelli è a due soli punti dal titolo mondiale dopo aver dominato il Gran Premio degli Stati Uniti ad Austin con una superiorità che ha lasciato poco spazio all’interpretazione. Pole, partenza pulita, strategia a una sosta eseguita alla perfezione: il ventenne di Mercedes ha attraversato il traguardo con 13 secondi di margine su Charles Leclerc, che per la seconda gara consecutiva conquista il secondo posto. Terzo Max Verstappen, quarto Lewis Hamilton con la seconda Ferrari.
La gara si decide già al via. Verstappen prova l’affondo su Antonelli alla prima curva, ma la mossa si ritorce contro di lui: perde terreno, si ritrova dietro a Leclerc e deve ricominciare a scalare. Il monegasco intanto si incolla alla Mercedes di testa, ma Antonelli non commette un errore. La scelta della sosta unica si rivela vincente: mentre gli avversari si fermano due volte, il leader del mondiale gestisce le gomme con una maturità che sembra fuori età. Leclerc recupera il secondo posto su Verstappen solo a sette giri dalla fine, con un sorpasso che vale il Driver of the Day dei tifosi.
La Ferrari può essere soddisfatta a metà. Leclerc è in forma e lo dice chiaramente: sente di aver sbloccato qualcosa nel suo modo di guidare nelle ultime gare. Hamilton, partito quinto, chiude quarto dopo una gara in rimonta, ma rivela un errore di assetto — ala anteriore troppo scarica di 12 click — che lo ha penalizzato rispetto al compagno di squadra. Il distacco tra i due in classifica piloti si è assottigliato a un solo punto, con Hamilton ora alle spalle di Russell nella corsa al secondo posto.
La Red Bull delude. Verstappen porta a casa il podio, ma la giornata è costellata di problemi: power unit inaffidabile, pit stop lento, gomme scelte male. Hadjar, scattato terzo, perde posizioni alla partenza per via di una frizione difettosa e chiude sesto dopo essere stato anche costretto a cedere la posizione al compagno di squadra. Il team di Milton Keynes si ritrova in parità con McLaren nel Costruttori, ma per ragioni opposte: entrambi non sono abbastanza veloci, però Red Bull almeno porta Verstappen sul podio. Norris chiude quinto dopo essere stato superato da Verstappen, Leclerc e Hamilton su gomme al limite, e ammette senza giri di parole che la MCL39 ad Austin semplicemente non bastava.
Russell, invece, è un caso a parte: stesso identico mezzo di Antonelli, risultato agli antipodi. Ottavo posto, penalità di cinque secondi per essere uscito di pista al primo giro, e un passo gara incomprensibile anche per lui stesso. Il titolo gli sfugge matematicamente già dalla prossima settimana se Antonelli non perde più di 23 punti rispetto a lui in Messico — scenario difficile da immaginare.
Il Gran Premio del Messico è il prossimo appuntamento, dal 30 ottobre al 1° novembre: Antonelli ha già detto che vuole vincere il titolo in stile. Russell dovrà trovare risposte in fretta, perché il tempo stringe davvero.
Foto: Liauzh — Wikimedia Commons, CC BY 4.0




