Derbi di Madrid: Simeone batte Mourinho e la sua stampante

La settima giornata di Liga ruota tutta attorno al derby del Metropolitano: l'Atlético supera il Real Madrid, Mourinho si presenta in conferenza con una stampante e scatena il caos. Betis in Champions, Valencia in caduta libera.

Il derbi del Metropolitano ha detto tutto quello che c’era da dire su questa Liga. L’Atlético di Simeone batte il Real Madrid e lo fa con un piano tattico preciso, studiato per colpire il fianco sinistro dei blancos — la zona alle spalle di Vinicius — esattamente come aveva fatto un anno fa. Il Cholo lo sapeva, lo ha preparato, e ha avuto ragione. Dall’altra parte, José Mourinho si è presentato in conferenza stampa con una stampante e una serie di immagini fisse per contestare l’arbitraggio di Ortiz Arias. Risultato: un papelón, come lo definiscono giustamente le cronache spagnole. Portare foto stampate quando tutto il mondo aveva già visto le azioni in movimento è, nella migliore delle ipotesi, teatro; nella peggiore, una distrazione deliberata da una prestazione insufficiente.

Sul piano arbitrale, il CTA ha poi riconosciuto gli errori: Kang-in Lee andava espulso con rosso diretto per il fallo su Valverde, e il VAR avrebbe dovuto intervenire. L’Atlético ha risposto con una campagna social contro quello che chiama “acoso arbitral”; il Real Madrid ha risposto con un video di quattro minuti su Real Madrid TV che ricorda tutte le volte in cui i colchoneros si sono lamentati degli arbitri negli anni passati. Simeone che definisce la Liga “pericolosamente preparata per il Madrid”, il famoso tweet del club con la bota di Arda Turan, e via discorrendo. Insomma: pace, mai.

Fuori dal Metropolitano, la notizia più bella della settimana arriva da Pellegrini e dal suo staff del Betis, che hanno percorso circa 40 chilometri a piedi lungo il Cammino di Santiago per mantenere una promessa fatta quando avevano centrato la qualificazione in Champions League. Un gesto che fa simpatia, e che racconta quanto quella impresa abbia significato per il club sivigliano.

Nota di colore positiva anche per Borja Iglesias, che torna protagonista nella mezz’ora giocata contro il Racing de Santander, e per Iago Aspas, che si prepara al rientro dopo il parón con il Celta reduce dal primo successo stagionale.

C’è invece poco da stare allegri a Valencia. Il club di Mestalla attraversa un momento nero su tutti i fronti: quattro squadre del club in fondo alle rispettive classifiche, una sola vittoria in diciassette partite complessive, e ora anche l’esonero del responsabile dei servizi medici dopo una serie di mosse societarie che stanno alimentando il malcontento. Il Valencia è un caso che va tenuto d’occhio, e non in senso positivo.

Il Málaga, dal canto suo, è fanalino di coda e unica squadra di Primera División senza nemmeno un internazionale convocato durante il parón FIFA: due settimane per lavorare con tutta la rosa, se non altro. Qualcosa di buono, in fondo, c’è sempre.

Ora quasi tre settimane di sosta: quando si riprenderà, il Real Madrid dovrà rispondere sul campo — non con la stampante. Riuscirà Mourinho a trovare le risposte giuste, o il gap tattico con Simeone è già diventato strutturale?

Foto: Héctor Maffuche — Wikimedia Commons, Public domain