102 titoli in carriera. 34 vittorie consecutive a Pechino. 21 anni di fila con almeno un trofeo. I numeri di Novak Djokovic sfidano qualsiasi tentativo di sintesi, e il China Open 2026 aggiunge un altro capitolo a una storia che non smette di stupire.
La finale contro Alex de Minaur non è andata come tutti si aspettavano: il serbo si era aggiudicato il primo set al tie-break per 7-3 dopo 68 minuti di battaglia, poi l’australiano — dodici anni più giovane — ha dovuto alzare bandiera bianca per un problema alla coscia sinistra, ritirandosi sul punteggio di 0-1 nel secondo parziale. Una conclusione amara per de Minaur, che aveva già preso un timeout medico nel corso del primo set. La vittoria è di Djokovic, e nessuno può togliergli il merito di una settimana straordinaria.
Perché arrivare in fondo non è stato semplice. Sulla strada per il titolo, il serbo ha eliminato Alexander Zverev, numero due del mondo, e si è ritrovato in semifinale avanti di un set e un break su Daniil Medvedev quando il russo è stato squalificato per aver colpito uno spettatore in volto con una pallina. Un finale beffardo per Medvedev, che si è così perso la possibilità di giocarsi il trofeo nel modo peggiore possibile. Djokovic, dal canto suo, ha proseguito senza intoppi.
Il contesto rende questo titolo ancora più significativo. Il 39enne di Belgrado ha vissuto un 2026 difficile, segnato da problemi fisici e di salute che lo hanno costretto a ridurre il calendario. Le lacrime dopo una sconfitta al primo turno degli US Open, il riferimento a una “condizione seria” che lo aveva condizionato nel caldo opprimente: tutto questo rende la settimana di Pechino una risposta concreta ai dubbi sulla sua tenuta. Prima di questo torneo, l’ultimo titolo risaliva a oltre un anno fa.
Djokovic ha battuto il numero uno del mondo Sinner per raggiungere la finale degli Australian Open di gennaio, persa poi contro Alcaraz: la qualità c’è ancora, eccome. Ora, con questo successo, torna stabilmente nella top 10. Solo Jimmy Connors con 109 e Roger Federer con 103 hanno fatto meglio di lui in termini di titoli in carriera: il divario si assottiglia.
“Qui a Pechino non ho mai perso,” ha detto Djokovic dopo la vittoria. “Questo trofeo vale più di un semplice torneo.” Difficile dargli torto.
È il 21° anno consecutivo in cui Djokovic conquista almeno un titolo, e il settimo China Open in carriera — senza aver mai perso un match in questa città. Trentaquattro match, trentaquattro vittorie. Pechino è, letteralmente, il posto dove Novak Djokovic non sa cosa voglia dire perdere.
Foto: N509FZ — Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0




