20 anni e 68 giorni. Tanto è bastato a Kimi Antonelli per riscrivere i libri di storia della Formula 1. Il pilota Mercedes ha conquistato il titolo mondiale chiudendo terzo nel Gran Premio di Città del Messico, vinto da Max Verstappen davanti a Lewis Hamilton su Ferrari. Non serviva vincere: bastava restare davanti ai rivali, e lui lo ha fatto con una lucidità che ha sorpreso anche i più ottimisti.
Il record che cade è quello di Sebastian Vettel: Antonelli lo batte di tre anni e 66 giorni. E non è tutto: l’italiano diventa il primo connazionale a laurearsi campione del mondo di Formula 1 dai tempi di Alberto Ascari, che ci riuscì nel 1953. Settantatré anni di attesa per l’Italia, chiusi da un ragazzo che fino a fine agosto era ancora teenager.
La gara in sé è stata tutt’altro che lineare. Una bandiera rossa ha spezzato il ritmo, rilanciando la corsa in un finale di 25 giri in cui si è deciso tutto. Verstappen ha saputo gestire la pressione di Hamilton, che nel finale ha provato a rimontare senza riuscire a portarsi abbastanza vicino per tentare il sorpasso. Dietro di loro, Antonelli ha guidato con la testa, senza sbavature, tenendosi fuori dai guai mentre attorno a lui si consumava un pomeriggio di tensioni.
Perché il vero dramma di giornata, almeno in casa Ferrari, ha un altro nome: Charles Leclerc. Il monegasco, protagonista di manovre aggressive al via che hanno scombinato i piani del team, ha lasciato Hamilton con una rabbia difficile da nascondere. “Servono delle serie discussioni a porte chiuse”, ha detto il britannico ai microfoni dopo la gara. Un campanello d’allarme che Maranello non potrà ignorare.
Per Antonelli, invece, è stato il momento di sciogliersi. Alla radio, nelle ultime tornate, le parole non uscivano: lacrime e risate mescolate, poi un “We did it” che ha fatto il giro del mondo. Il ragazzo cresciuto — come racconta suo padre — praticamente dentro un garage, ha trovato il modo di arrivare fin qui con diversi Gran Premi ancora da disputare in stagione.
Verstappen ha colto la sua terza vittoria nelle ultime quattro gare, approfittando anche delle tensioni interne alla Ferrari per portare a casa un successo prezioso.
Foto: Liauzh — Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0



