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Quattro giornate di Liga e già si intravede chi ha voglia di fare sul serio. Il nome sorprendente è quello dell’Alavés: tre vittorie e un pareggio, secondo posto in classifica e, stando a quanto dichiarato dal club stesso, il miglior avvio di stagione nella storia dei babazorros. Quique Sánchez Flores ha trasformato una squadra che a marzo scorso lottava per non retrocedere in qualcosa di completamente diverso — verticale, dinamica, capace di segnare con continuità. I numeri da quando il tecnico madrileno ha preso in mano la squadra parlano chiaro: in 16 giornate, solo Barcellona e Real Madrid hanno fatto meglio in termini di punti. Roba seria.
Peccato che la settimana arrivi con una doppia notizia nera sul fronte infortuni: Mikel Rodríguez e Facundo Garcés hanno entrambi riportato la rottura del legamento crociato nello stesso allenamento. Otto-nove mesi di stop per ciascuno. Il club cercherà un sostituto tra gli svincolati, ma la coperta in difesa si è accorciata bruscamente proprio quando tutto sembrava andare per il verso giusto.
Sul campo, la notizia più bella della giornata arriva da Elche: la Real Sociedad espugna il Martínez Valero in dieci uomini e lo fa con carattere. Protagonista assoluto il keniano Ochieng, alla prima rete in Primera División oltre a due assist, cresciuto grazie a un crowdfunding che a 17 anni gli permise di lasciare il Kenya. Una storia che vale da sola il prezzo del biglietto. Sucic, che festeggiava il suo ventiquattresimo compleanno, ha messo il sigillo su un successo che lascia l’Elche ancora a zero vittorie dopo quattro giornate.
A Getafe, il Celta non riesce a fare il colpo nonostante la superiorità numerica: un punto per parte e tanta frustrazione per i galiziani, che in trasferta continuano ad accontentarsi dei pareggi. Il tecnico del Celta ha ammesso che giocare con un uomo in più non ha portato i frutti sperati — e Bordalás, dal canto suo, ha riconosciuto al presidente che il mercato del Getafe non è stato all’altezza. Almeno la franchezza non manca.
A Cornellà, il Siviglia resta in partita nonostante l’espulsione di Sangante e strappa un pareggio all’Espanyol grazie al gol di Stassin all’85’. Punto di carattere, ma la squadra andalusa resta in una situazione di classifica non tranquilla, e il presidente Del Nido Carrasco ha ammesso pubblicamente che la riduzione del debito netto — da 90 a 60 milioni in tre mesi — è una priorità assoluta.
Capitolo Pallone d’Oro: Lautaro Martínez è tra i trenta candidati al Pallone d’Oro 2026, che verrà assegnato il 26 ottobre a Londra per la prima volta fuori Parigi. La lista è dominata dai nomi spagnoli — sei in tutto — ma l’attaccante dell’Inter figura tra i nominati. Tra le sorprese, il ritorno di Messi dopo la finale mondiale persa contro la Spagna; tra le assenze eccellenti, Pedri e Raphinha nonostante la stagione vinta col Barcellona.
Il Valencia intanto affonda nella sua crisi cronica: dodici anni di gestione Meriton, cinque presidenti, dodici allenatori. Corberán ha tre partite per dimostrare qualcosa prima del prossimo sosta. Difficile essere ottimisti.
La domanda della settimana: l’Alavés di Quique Sánchez Flores reggerà il ritmo delle grandi anche senza i suoi due difensori titolari, o la doppia tegola dei crociati cambierà tutto?
Foto: Bryan Berlin — Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0




