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La sesta giornata di LaLiga porta già in dote risultati pesanti, e la sensazione è che questo campionato 2026-27 stia prendendo una forma precisa molto in fretta. Il Barcellona di Flick è una macchina: sei vittorie consecutive tra Liga e Champions, un rendimento che nella storia del club era già stato toccato — nelle stagioni 1929-30, 1960-61 e 2018-19 — ma mai superato. Questa notte al Camp Nou arriva il Racing di Santander, e i catalani vogliono fare storia. Attenzione però: il Levante li ha fatti sudare fino al 2-2 prima di cedere 2-4. Segnale che Raphinha e Lamine possono fare tutto, ma non possono permettersi di staccare la spina.
Il Real Madrid vince, ma non convince del tutto. A Elche finisce 2-3, con Arda Güler e Mbappé che firmano il doppio vantaggio prima dell’intervallo, salvo poi farsi rimontare dal coraggio degli ilicitani fino al 2-2. A salvare i blancos ci pensa Carlos Espí nel finale. Mourinho porta a casa i tre punti, ma l’Elche di Anselmi — argentino, mai domo — ha dimostrato ancora una volta di saper competere con chiunque. Il problema è che il Martínez Valero è diventato una trappola: tre sconfitte casalinghe in stagione, tutte contro le big. Il tecnico non si dispera — “se fossi un tifoso dell’Elche sarei orgoglioso” — ma i punti scarseggiano.
Bene il Betis di Pellegrini, che espugna La Cerámica con un 1-2 che lascia il Villarreal ancora senza vittorie stagionali. Iñigo Pérez si è già fatto l’autocritica pubblica — “non sto dando il livello” — e il club mantiene la fiducia, ma la pazienza ha un limite. Il sottomarino giallo è in acque agitate.
Colpo di scena a Mendizorroza: il Valencia, guidato dall’interino Óscar Sánchez, centra la prima vittoria stagionale in casa dell’Alavés. Un risultato che vale doppio per il morale di una squadra in piena ricostruzione, con Javier Aguirre indicato come possibile prossimo tecnico. Il Rayo Vallecano invece non tradisce il suo fortín — stavolta Butarque, non Vallecas, per una vicenda logistica — e batte l’Espanyol, che pure aveva il suo Roberto Fernández a segno. Due facce dello stesso Espanyol: letale davanti, fragile dietro.
Questa sera si completa il quadro: Deportivo-Siviglia è il duello tra due delle squadre rivelazione del campionato. Il Deportivo A Coruña, tornato in Liga dopo otto anni, non ha ancora perso — insieme al Barcellona, è l’unica squadra imbattuta. Aubameyang segna a raffica e Riazor torna a fare paura. Quanto durerà la favola?
Foto: Hossein Zohrevand — Wikimedia Commons, CC BY 4.0




