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Una sola partita di Serie A ieri sera, ma con più di un tema da sviscerare: Milan-Venezia 2-0 a San Siro, giornata 2.
Il Milan di Ruben Amorim porta a casa tre punti che nel primo tempo non sembravano affatto scontati. I rossoneri ci provano con Ramos e Chukwueze, ma il Venezia è tutt’altro che spettatore: Adams e Yeboah tengono la difesa milanista in apprensione, e una traversa di Musah ricorda quanto il calcio sia imprevedibile. La gara si sblocca al 69′ con il primo gol in Serie A di Gonçalo Ramos, servito da Saelemaekers entrato dalla panchina — uno di quei cambi che danno ragione all’allenatore prima ancora che finisca la partita. Il raddoppio arriva all’89’ su autogol di Halhal, provocato da un pallonetto di Jashari che Stankovic non riesce a trattenere: uno di quei gol che il portiere avversario ricorderà a lungo, e non con piacere.
Due vittorie nelle prime due per Amorim: il nuovo corso milanista parte con il piede giusto, anche se la prestazione non è stata dominante. Ramos ha sprecato un paio di occasioni prima di trovare il gol, ma quando conta ha messo la firma — e per un centravanti è quello che conta davvero.
Il Venezia esce sconfitto ma non disonorato: ha creato pericoli, ha tenuto botta per quasi un’ora, e Yeboah è parso il più vivace dei suoi. Le sbavature difensive nel finale, però, pesano.
Nota a margine: il grande assente di serata era Rafael Leão, non convocato mentre la trattativa con il Galatasaray va avanti. Sette stagioni al Milan, tante polemiche, qualche lampo memorabile — e un addio che si preannuncia più rumoroso dell’arrivo.
Foto: Bryan Berlin — Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0




