Breaking Lab srl
Prima giornata di Serie A, e già si vede qualcosa di interessante. Andiamo partita per partita tra le gare di ieri.
Torino-Milan 1-2. Amorim inizia col piede giusto, ma la firma sul match arriva tutta nella ripresa: Rabiot entra e in tre minuti cambia tutto, prima servendo Cissé per l’1-0 al 64′, poi raddoppiando lui stesso al 66′. Il 19enne ex Catanzaro è il volto nuovo che incuriosisce, Rabiot quello che detta i tempi. Adams accorcia nel recupero, ma è troppo tardi. Amorim a fine gara è onesto: “Dobbiamo migliorare ancora tanto per diventare una squadra top.” Buon segno, almeno, che lo sappia già.
Frosinone-Juventus 0-1. Spalletti porta a casa tre punti con il minimo sforzo: un colpo di testa di Bremer al 22′ su cross di Conceição, poi gestione e palo di Calvani allo scadere a ricordare che il Frosinone non era lì solo a fare da sparring. Vicario titolare ma costretto a uscire per crampi. Spalletti non è pienamente soddisfatto — “bisogna fare qualcosa in più” — e punta il dito su Kolo Muani: “Quando ha quegli spazi deve segnare.” Tre punti sì, ma con riserva.
Atalanta-Sassuolo 2-1. Esordio vincente in Serie A per Maurizio Sarri sulla panchina nerazzurra. L’Atalanta sblocca subito con Raspadori al 6′ — gol dell’ex, con tutto il simbolismo del caso — poi il Sassuolo pareggia nella ripresa con Odenthal. Ma al 67′ un errore difensivo regala il pallone a Krstovic, che non perdona. Aquilani inizia male la sua avventura in neroverde.
Dalle altre gare di ieri: il Lecce batte il Venezia 2-0 e il Cagliari supera il Parma, mentre Udinese e Como si dividono la posta in pareggio.
Una curiosità per chiudere: Bremer, Cissé, Raspadori, Krstovic — la prima giornata l’hanno decisa i difensori e le seconde punte. I centravanti titolari ringraziano… o forse no.
Foto: Lisa16031977 — Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0




